RITORNI
Tornare in un luogo familiare a distanza di anni suscita sensazioni contrastanti: vuoi che corrisponda al ricordo e non puoi fare a meno di notare quanto sia cambiato, lo percepisci immobile nel passato, senza pensare che è proprio la memoria, a rendere inattendibile la sua pretesa immutabilità. Cerchi l’estraneità nel familiare e il familiare nell’estraneo; osservi con altri occhi e quello che ti resta è lo sguardo di un altro. Non sai più cosa ti appartenga e cosa sia perduto per sempre: forse quasi tutto, se sempre nuove facce di te stesso si sovrappongono a quelle dei giorni alle tue spalle.

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