martedì 16 febbraio 2016

SAVANE SOMMERSE: AMULETO

Al-medina, la città, ma per noi la città vecchia. Uomini vestiti all'europea si fanno incontro rivolgendoti frasi nella tua lingua madre o tutt’al più sorella; si offrono come guide, tariffa a discrezione del cliente, un atto reciproco di cortesia, non farci caso se ti accompagnano soltanto nelle botteghe di fiducia, niente potrebbe garantirti dei concorrenti. Assecondano il tuo smarrimento con i loro modi sempre un po' svagati, come se già buttassero l'occhio in cerca di altri potenziali acquirenti. Le botteghe disorientano con la profusione della merce esposta e l'atto del contrattare ha l'astrattezza di un rito: l'oggetto è un feticcio, appropriarsene esula da qualunque convenienza. Con l’amuleto di cui sei entrato in possesso, t'inoltri nel dedalo della medina, fra le pareti cieche e bianche da cui non arrivano suoni. La città non è più così aliena: una sua piccola porzione ti appartiene, la serri in tasca, la stringi fra le dita.